Tour de France 2023 – Carlos Rodriguez vince la tappa 14, podio Pogacar e Vingegaard dopo lo show in salita

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Brilla ancora la stella della INEOS Grenadiers al Tour de France 2023. Dopo la fuga vincente di Michal Kwiatkowski sul Grand Colombier, è Carlos Rodriguez a far godere la squadra britannica, imponendosi a Morzine nell’attesa quattordicesima tappa. Il giovane spagnolo non può tenere il ritmo di Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard sul Col de Joux Plane, ultima salita di giornata, ma salendo del suo (ottimo) ritmo sfrutta il marcamento tra i due grandi rivali e, una volta ripresi, li stacca in discesa. Un numero costruito con classe, gamba e un pizzico di fortuna e che gli permette di portarsi al terzo posto in classifica generale, scalzando Jai Hindley. Pogacar batte Vingegaard nella volata per il secondo posto, ma cede al rivale sull’ultimo GPM, dove erano in palio gli abbuoni. Il danese, dunque, guadagna un secondo sullo sloveno e ora ne ha dieci di margine nell’equilibratissima sfida per la maglia gialla.

Tour de France

Tour de France: startlist, ritirati, squalificati e comunicati della Giuria

02/07/2023 ALLE 13:25

L’ordine d’arrivo

1. C. RODRIGUEZ (INEOS Grenadiers) 3h58’45”
2. T. POGACAR (UAE Emirates) +5”
3. J. VINGEGAARD (Jumbo-Visma) st
4. A. YATES (UAE Emirates) +10”
5. S. KUSS (Jumbo-Visma) +57”
6. J. HINDLEY (BORA – hansgrohe) +1’46”
7. F. GALL (AG2R Citroen) st
8. P. BILBAO (Bahrain – Victorious) +3’19”
9. S. YATES (Jayco AlUla) +3’21”
10. G. MARTIN (Cofidis) +5’57”

La cronaca

È il giorno del tappone alpino al Tour de France 2023: cinque GPM e quasi 4200 metri di dislivello tra Annemasse e Morzine les Portes du Soleil, anche se il traguardo è in discesa. Non c’è neanche il tempo di scaldare la gamba che la corsa riserva un colpo di scena. Una maxi-caduta, innescata dall’asfalto viscido, coinvolge oltre mezzo gruppo dopo circa sei chilometri. La direzione di corsa decide di neutralizzare la tappa per permettere a tutti i corridori di verificare le loro condizioni fisiche e di rientrare senza affanni. Ma il capitombolo estromette dai giochi Antonio Pedrero (Movistar) e Louis Meintjes (Intermarché – Circus – Wanty) e acciacca diversi altri corridori. Si riparte dopo diversi minuti e si sprecano gli attacchi per andare in fuga.

Tutti giù per terra! Maxi caduta: Vingegaard la scampa e la tappa viene fermata

Comincia il Col de Saxel (3ª categoria di 4,2 km al 4,6%) e tra i più attivi in testa alla corsa ci sono i “soliti” Julian Alaphilippe (Soudal – Quick Step) e KristsNeilands (Israel – Premier Tech). I due accelerano e poi vengono raggiunti anche da Alexey Lutsenko (Qazaqstan) e Dani Martinez (INEOS Grenadiers). Quest’ultimo beffa Alaphilippe in cima alla salita. Nel frattempo, arrivano altri tre ritiri: Esteban Chaves (EF Education-EasyPost), malconcio dopo la caduta iniziale, ma anche Romain Bardet (dsm – firmenich) e James Shaw (EF Education-EasyPost), finiti malamente a terra nella discesa seguente al GPM. Prima di tornare a salire, anche Michal Kwiatkowski (INEOS Grenadiers), Thibaut Pinot (Groupama – FDJ), Neilson Powless (EF Education-EasyPost), Mikel Landa, Wout Poels (Bahrain – Victorious), Nils Politt (BORA – hansgrohe), Giulio Ciccone, Juan Pedro Lopez (Lidl Trek), Guillaume Martin, Simon Geschke (Cofidis), Alex Aranburu, Gorka Izagirre, Matteo Jorgenson (Movistar), Michael Woods, Hugo Houle (Israel – Premier Tech), Lawson Craddock (Jayco AlUla), Clement Champoussin (Arkea Samsic), Tobias Johannessen (Uno-X) si riportano sulla testa della corsa per un totale di ventidue uomini al comando.

Anche Martinez nella fuga e il colombiano batte Alaphilippe al GPM

Altri corridori a terra in discesa: Bardet fatica a stare in piedi e si ritira

Subito dopo, inizia il Col de Cou (1ª categoria di 7 km al 7,4%). Qui si scatena la bagarre per la maglia a pois, visto che là davanti ci sono tutti i contendenti principali. Ciccone fa lavorare Lopez e riesce a prendersi la vetta, davanti a Powless e Alaphilippe. Il gruppo maglia gialla non lascia troppo spazio vista la composizione della fuga e in questa fase mantiene il distacco inferiore al minuto, grazie al lavoro della Jumbo-Visma. Non c’è un attimo di tregua e dopo la discesa – in cui guadagnano qualcosa Aranburu, Izagirre e Johannessen, inizia subito anche il Col du Feu (1ª categoria di 5,8 km al 7,8%). Anche stavolta Ciccone accelera ben lontano dallo scollinamento, aiutato nella prima parte da Lopez. Con loro ci sono anche Pinot, Landa e Woods. Il canadese è il più pimpante e prova a sorprendere l’abruzzese, che però è attentissimo. Giulio lancia una volata debordante per il GPM e svernicia il rivale, avvicinandosi sempre più alla maglia a pois. Anche perchè stavolta, Powless fatica e non prende punti.

Ciccone, oggi, è di un’altra categoria: altro GPM vinto e Magrini perde la testa

Ci sono anche dei tifosi italiani per strada per Ciccone: “Vai Giulioooo!”

Per un attimo Ciccone non aspetta nessuno e continua la sua azione in solitaria, ma poi, saggiamente, si lascia riprendere da Woods, Landa, Poels, Aranburu e Pinot, mentre in un secondo momento rientrano anche Martin, Houle, Gorka Izagirre, Martinez e Lutsenko. Il gruppo maglia gialla si avvicina pericolosamente e staziona a trenta secondi in questa fase di discesa. È il momento del Col de la Ramaz (1ª categoria di 13,9 km al 7,1%) e anche in questo caso Ciccone rompe gli indugi per primo, praticamente a inizio salita. Solo Woods resta con lui. Ma la Jumbo è un martello e il gruppo incombe. Il canadese molla per primo, lasciando solo l’abruzzese in testa alla corsa. Ma anche Cicco deve arrendersi e viene ripreso a otto chilometri dallo scollinamento, staccandosi subito dopo. Il ritmo della Jumbo continua a essere logorante e il gruppo dei migliori viene scremato sempre di più. Van Aert fa la locomotiva nell’ultimo tratto e passa per primo al GPM, in un plotoncino ormai ridotto a diciassette unità. Ci sono ovviamente Vingegaard e Pogacar, oltre a Hindley, Rodriguez, i fratelli Yates, Bilbao, Majka, Gaudu, Gall, Harper, Martin, Kelderman, Kuss, Castroviejo, Grossschartner. Pidcock, invece, perde una trentina di secondi.

Ciccone sbuffa! La Jumbo sta rientrando e l’abruzzese non la prende bene

Van Aert è letteralmente scatenato in discesa e mette in difficoltà alcuni degli atleti nel gruppo di testa, tra cui Simon Yates, Felix Gall e Guillaume Martin. Ma soprattutto vanifica il tentativo di rientro di Pidcock (e di Soler, Buchmann e van Baarle insieme a lui). Davanti, così, restano solo dodici uomini: van Aert, Vingegaard, Kuss, Kelderman, Pogacar, Adam Yates, Majka, Grossschartner, Rodriguez, Hindley, Bilbao, Gaudu. Dopo qualche chilometro di faticoso inseguimento, quando la strada tira già leggermente all’insù, Simon Yates, Harper, Gall e Martin riescono a chiudere il gap. Il Col de Joux Plane (hors catégorie di 11,6 km all’8,5%) comincia sempre con van Aert al comando delle operazioni.

Van Aert da paura anche in discesa! Bilbao riesce a rientrare, staccato Simon Yates

Il belga si sposta per lasciare posto a Kelderman, ma a quel punto la UAE sorprende la Jumbo. Pogacar manda Majka a tirare e scombina i piani della squadra neerlandese, fin lì in controllo totale. Van Aert, che si era già staccato, viene invitato dall’ammiraglia a tornare in gruppo e lui lo fa con una forza fisica e mentale da primo della classe. Il classe ’94 lavora ancora per qualche centinaio di metri, prima di lasciare il posto a Sepp Kuss. L’andatura dello statunitense è come sempre letale per molti e davanti rimangono solo Vingegaard, Pogacar, Adam Yates, Rodriguez, Hindley e Gall. Dopo una fase di stallo, si entra nel tratto duro e perdono contatto anche Gall e Hindley. A 4,5 chilometri dalla vetta, si muove Adam Yates e con il britannico restano solo Pogacar e Vingegaard. Lo sloveno sferra il suo attacco circa un chilometro dopo.

“Pistaaaaaa!” Van Aert torna in gruppo e li mette tutti in fila: clamoroso il belga

Anche stavolta Vingegaard perde qualche metro, ma non affonda mai. Pogacar mantiene un vantaggio di venti metri per circa due chilometri e quando capisce di non riuscire a fare ulteriormente il vuoto, aspetta il danese. Manca più di un chilometro al GPM e i due cominciano una fase di studio incredibile, pedalando quasi sul posto. Un marcamento che permette al mai domo Rodriguez di avvicinarsi molto, nella fase che di fatto decide il vincitore di questa tappa. A 500 metri dallo scollinamento, Pogacar riparte ma deve desistere quasi subito perchè le moto davanti sono troppo vicine e smorzano il suo allungo. Lo sloveno è visibilmente contrariato e si fa beffare da Vingegaard, che lancia lo sprint al momento giusto e guadagna tre secondi di abbuono sul rivale al GPM.

Clamoroso! Pogacar attacca Vingegaard ma viene bloccato da una moto

Ai -9, Adam Yates e Rodriguez rientrano su Pogacar e Vingegaard e lo spagnolo tira dritto. Pogacar deve condurre da solo l’inseguimento, perchè il compagno di squadra resta a sua volta leggermente attardato in discesa e Vingegaard non gli dà certo il cambio. Ma la rincorsa è vana. Rodriguez mantiene l’esiguo vantaggio fin sul traguardo e coglie il terzo successo della sua giovane carriera, di certo il più importante. Pogacar battezza Vingegaard in volata, ma nel computo totale di giornata concede un secondo al rivale. Per la prossima sfida, con ogni probabilità, occorrerà aspettare solo poche ore.

Dove e quando seguire il Tour de France 2023 in Diretta tv e live streaming

Il Tour de France 2023 sarà trasmesso in DIRETTA su Eurosport 1 e 2 (Canali 210 e 211 di Sky e su DAZN) con la telecronaca di Luca Gregorio e Riccardo Magrini e commento bonus di Moreno Moser e Wladimir Belli. Se non volete perdervi neanche un metro delle 21 tappe di questa edizione, potrete seguire il Tour de France in DIRETTA INTEGRALE, dal km 0, in streaming su Discovery+ (Scopri l’offerta) e GCN+ con tanti contenuti esclusivi in più. Sarà anche possibile recuperare tutte le corse On Demand su tutte le nostre piattaforme.

Da Bilbao a Parigi: tutte le tappe e il percorso del Tour 2023 in 3D

A quanto ammonta il montepremi?

Per questa edizione 2023 gli organizzatori hanno mantenuto il montepremi degli anni passati, con il vincitore del Tour de France che guadagnerà 500 mila euro, quasi il doppio del vincitore del Giro d’Italia. 11 mila euro al vincitore di una singola tappa, 20 mila euro al supercombattivo dell’edizione. Ecco il montepremi completo.
Piazzamento Premi
500.000
200.000
100.000
70.000
50.000
23.000
11.500
7.600
4.500
10° 3.800
11° 3.000
12° 2.700
13° 2.500
14° 2.100
15° 2.000
16° 1.500
17° 1.300
18° 1.200
19° 1.100
Dal 20° al 160° 1.000

Il montepremi completo della Grande Boucle: al vincitore 500 mila euro!

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Tour 360 con Riccardo Magrini, Luca Gregorio, Wladimir Belli e Moreno Moser

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www.eurosport.it
2023-07-15 16:24:12 ,

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