Ucraina, la scommessa su droni e Ai per vincere la guerra | Wired Italia

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La guerra in Ucraina, entrata ormai nel suo quindicesimo mese, ha provocato la fuga di milioni di sfollati, scatenato una crisi alimentare globale e minaccia di trasformarsi in un conflitto più ampio. Ma ha anche messo in evidenza come le nuove tecnologie – soprattutto quelle provenienti dal settore commerciale – stiano stravolgendo la dottrina militare convenzionale. Il paese ha resistito e respinto una potenza bellica ben più grande come quella della Russia grazie soprattutto alla volontà, nata dalla necessità, di adottare e sperimentare nuove tecnologie, che in alcuni casi non erano state originariamente progettate per un uso militare.

Recentemente ho avuto occasione di parlare con il ministro per la trasformazione digitale ucraino, il 32enne Mykhailo Fedorov, dei piani del suo paese a sfruttare le nuove tecnologie per sostenere gli sforzi bellici. Da una località segreta in Ucraina, Fedorov ha approfondita via Zoom, tramite un interprete, i progetti ucraini per produrre droni più sofisticati e altri sistemi autonomi, e far nascere start-up militari. “La tecnologia ha influenzato e migliorato la nostra situazione e in questo momento stiamo cercando di migliorare la nostra tecnologia militare“, spiega il ministro, citando l’iniziativa “Army of Drones” che incoraggia cittadini e aziende straniere a donare hardware per lo sviluppo di droni commerciali.

Focus sui droni

L’uso innovativo dei droni aerei da parte dell’Ucraina ha sovvertito alcune concezioni convenzionali in campo bellico. Nelle prime fasi del conflitto, i droni Bayraktar Tb2 di fabbricazione turca – economici, ingombranti ma decisamente efficienti – hanno individuato e distrutto diversi battaglioni corazzati russi. Con il trascinarsi della guerra, i droni commerciali non destinati all’uso militare prodotti da aziende come Dji e i modelli modificati progettati in origine per l’agricoltura e l’industria si sono rivelati fondamentali per individuare e colpire le unità di terra di Mosca. Negli ultimi mesi la Russia è diventata più abile a disturbare i sistemi di controllo dei droni commerciali; l’Ucraina, nel frattempo, ha cercato di realizzare velivoli più robusti. Un’azienda locale chiamata Spaitech sta sviluppando una serie di droni e a febbraio ha testato il Windhover, un quadcopter progettato per operare in condizioni meteorologiche difficili.

Fedorov riporta che il governo ucraino sta ricorrendo a incentivi finanziari per aiutare le aziende nazionali a produrre un maggior numero di droni, e che l’obiettivo è quello di creare una industria florida: “Abbiamo creato un fondo in favore delle startup civili per lo sviluppo delle innovazioni – afferma –, e tra qualche settimana lanceremo un cluster tecnologico per la difesa“. Il polo aiuterà le imprese militari attraverso finanziamenti e altre forme di assistenza, e rientra tra i tentativi dell’Ucraina di trasformare i suoi sforzi bellici in un’industria della difesa più agile e tecnologica. Dall’inizio della guerra, nel paese le startup militari sono decuplicate, continua Fedorov, a dimostrazione del fatto che la necessità è il motore dell’innovazione.



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di Will Knight www.wired.it 2023-04-30 16:00:00 ,

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