Wonka: una leziosa favola natalizia

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Wonka è il nuovo film diretto da Paul King che racconta le origini di Willy Wonka, lo stravagante protagonista del romanzo La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl.

È la terza pellicola basata sul libro dopo Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (1971) e La fabbrica di cioccolato (2005), ma stavolta la novità è che si tratta di una commedia musicale. Forse un po’ troppo musical!

Wonka è perfetto per i bambini ma risulta inconsistente perché, pur avvalendosi di un attore dal noto talento come Timothée Chalamet, non riesce a centrare il focus della narrazione e si perde tra magie e balletti. Diventando così una leziosa favola in grado di attirare i più piccoli durante il periodo natalizio!

Wonka: una leziosa favola natalizia

Vorrei ma non posso

In questo prequel Willy Wonka, un puro di cuore, arriva in città speranzoso di diventare un grande cioccolatiere. Ha girato il mondo, raccolto ingredienti e imparato i segreti dell’arte dolciaria magica, ma non vediamo nulla di tutto ciò nel film, se ne fa solo menzione. Viste le sue doti uniche, il cartello della cioccolata, formato da tre ricchi imprenditori, lo marginalizza e gli rende la vita impossibile.

Wonka non sa nemmeno leggere e per questo verrà truffato da moltissime persone, anche da una coppia di locandieri, per i quali firma un contratto che lo rende ostaggio in una lavanderia. Ma proprio qui incontra un gruppo di sfortunati che diventerà complice nel progettare l’apertura del tanto desiderato negozio di cioccolato. Non manca un Umpa Lumpa che lo ha seguito da uno dei suoi viaggi per riprendersi tutta la cioccolata che gli deve, con una performance di Hugh Grant davvero magistrale e fuori dai suoi panni!

Gli spunti narrativi sono originali ma privi di anima: dalla corruzione alla questione attuale delle clausole dei contratti, dalla voglia di riscatto al perseguimento di un sogno. Il tema della corruzione è stimolante perché legato alla scarsa qualità dei prodotti dei tre imprenditori, i quali annacquano il cioccolato venduto, corrompendo polizia e chiesa.

Questi intrecci interessanti in partenza sono trattati in maniera superficiale e si disperdono nella trama come cumuli di nuvole.

In un’atmosfera a metà tra Oliver Twist e Alice nel Paese delle Meraviglie dove tutto rimane sospeso, anche metaforicamente, non si dà importanza alle creazioni di cioccolato, al modo in cui Wonka lavora e alle sue esperienze.

Alcuni cioccolatini hanno effetti fatati su chi li mangia, alcuni distraggono, altri fanno fluttuare in aria, altri ancora fanno rimpiangere il passato, ma anche questo presto sulla magia bianca viene soltanto utilizzato sporadicamente nel film.

Wonka: una leziosa favola natalizia

Impersonale

Wonka non assomiglia a nessuno dei suoi precedenti interpreti cinematografici. Non è quello di Gene Wilder, col carattere irascibile e cinico; ma non è nemmeno il Willy Wonka di Johnny Depp, allucinato, fragile ed eccentrico.

Non può esserlo, poiché gli manca sia la vena di follia sia la capacità di essere contemporaneamente presente fisicamente ma altrove con la mente, sempre sfuggente e inafferrabile. Dovrebbe quindi essere un nuovo Willy Wonka, ma la realtà è che questo protagonista non ha nessuna personalità.

Purtroppo Wonka si presenta come un’avventura senza audacia, una storia di formazione che non plasma coscienze, al massimo una fabbrica di cioccolato. La possiamo considerare una melensa favola di Natale, adatta alle famiglie, che poteva spiccare davvero il volo, facendoci sognare, ma ha preferito rimanere a terra.

Paul King non è riuscito a fondere l’incanto del cacao con il bizzarro e straordinario talento di Willy Wonka, facendogli perdere quella personalità estrosa ma autentica.

Wonka: una leziosa favola natalizia

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di Veronica Cirigliano
www.2duerighe.com
2023-12-24 14:02:41 ,

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