Zola e il rilancio della Lega Pro: “Un passaggio decisivo per i giovani” – Calcio

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L’ultima in C l’ha giocata contro il Casarano. Quel pomeriggio del 4 giugno 1989, allo stadio “Capozza” indossa la 8, la 10 era di capitan Mario Piga. I colori sono quelli della Torres. Per capire che non sbaglia il Napoli a prenderlo per fargli fare da vice a Diego Armando Maradona, metterà a segno una doppietta decisiva per la vittoria. Adesso, dopo quasi 34 anni, va a parare nella stessa categoria. Ma le scarpette sono rimaste a dimora. Gianfranco Zola si candida da vice di Matteo Marani per guidare la Lega Pro. “Matteo è persona splendida, competente, solare e con un solo obiettivo: dare la giusta fisionomia a un campionato che può diventare indispensabile per formare i giovani calciatori italiani. Un obiettivo che è anche il mio”.

In attesa dell’ufficializzazione del tandem, la “scatola magica” acclamata in Premier sposa una sfida lineare, trasparente e ambiziosa: “Ridare forza ai valori chiave di un calcio che sappia stare a galla. E sia capace di esaltare le tante realtà sparse da nord a sud del Paese”. L’ex top player di Napoli, Parma, Chelsea e Cagliari si appresta a battere una delle sue formidabili punizioni. Le stesse, con una tecnica e un estro con pochi eguali, che lo portarono al San Paolo proprio dopo quella stagione conclusa al quarto posto, in B andò il Cagliari di Claudio Ranieri, con la squadra sassarese. “Cosa ricordo e cosa posso portarmi appresso da quelle stagioni meravigliose? Il senso di un calcio combattuto, energico ma anche ben organizzato che richiamava migliaia di appassionati. In quel campionato c’erano club importanti come Cagliari, Salernitana, Foggia, Palermo, Catania e Frosinone. Quegli anni sono stati fondamentali – rimarca Zola – per la mia crescita da uomo e da atleta. Ecco perché ho accettato la proposta di Matteo: la C può essere un passaggio decisivo per i nostri giovani”. 

Insomma, parastinchi belli alti e attenzione alle gomitate, in area di rigore e fuori. Immaginabili quando si punta ad avviare una piccola grande rivoluzione che dia equilibrio ai rapporti e allo sviluppo tra calcio professionistico e semi. Tra un territorio affamato di pallone pulito e condiviso e l’impellenza di dare una nuova e coinvolgente impronta ai campionati. Intanto, il conto alla rovescia è già partito: le elezioni per guidare la Lega si svolgono a Roma giovedì 9 febbraio. Matteo Marani, vice direttore di Sky è malato di calcio “Quello delle emozioni di una volta con i giusti adeguamenti al presente e uno sguardo al futuro!”.

Autore di una serie di docufilm, formidabile quello sull’allenatore ungherese Arpad Weiz, scopritore di Meazza e vincitore dello scudetto con il Bologna, ebreo costretto dalle leggi fasciste a lasciare l’Italia per poi finire ad Auschwitz. Dove morirà con moglie e figli. Marani narra la storia, e le storie, con raffinato rispetto, da cronista che va oltre l’ovvio. Con una cifra etica e comportamentale di pregio. Così come l’attenzione e la solidarietà, mai autocelebrata, mostrata da Zola nei suoi 35 anni di carriera. Ad esempio, con la dedica e la visita al piccolo fan inglese, in fin di vita in ospedale, dello spettacolare gol di tacco al Norwich. Insomma, un tandem con un dna preciso. Ma adesso, si gioca. Il duo Marani-Zola avrebbe già le firme indispensabili per partecipare alle elezioni. Il regolamento parla chiaro: occorrono un minimo di nove club, fino a un massimo di diciotto. A grana grossa, ci sarebbero già venti società pronte a staccare il ticket per il giornalista e l’ex numero 10. Un pool destinato a lievitare, che avrebbe già all’interno Vicenza, Entella, Pordenone, Pescara e Catanzaro. La corsa elettorale vede in gara un altro cronista: Marcel Vulpis, già vicepresidente di Lega Pro e numero uno facente funzioni dal 17 dicembre scorso a seguito delle dimissioni di Francesco Ghirelli, uscito di scena dopo la bocciatura della proposta di riforma del campionato. Con Marani, che presiede la Fondazione del Museo del calcio Figc a Coverciano, Zola porta in dote non solo il titolo di vicecampione del mondo e le 35 gare con 10 reti in azzurro, lo scudetto e le coppe con Napoli, Parma e Chelsea, ma quel suo essere tuttora circondato da una stima sportiva, professionale e umana di respiro europeo. Testimonial di correttezza e visione pallonara trasparente e senza secondi fini. Palla al centro, si gioca.



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