Chi è Oliver Anthony, il cantante sconosciuto balzato in vetta alla classifica americana

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S’intitola Rich Men North of Richmond ed è al numero 1 della classifica americana. A scrivere e interpretare la canzone è Oliver Anthony, fino a pochi giorni fa un completo sconosciuto. In effetti, Anthony è il primo artista a debuttare in vetta alla Billboard Hot 100, la principale classifica americana, senza nessun altra presenza precedente nella hit parade. È anche solo il sesto cantante a debuttare direttamente alla numero 1 (dopo Zayn, Baauer, Carrie Underwood, Fantasia e Clay Aiken) e il primo dal 2020, dopo Heat Waves dei Glass Animals, ad arrivarci con una canzone interamente scritta da una sola persona. Insomma, c’è di che gridare al record, ma la cosa più eclatante è che questo Oliver Anthony sia stato, fino a poco tempo fa, un completo sconosciuto.

Nato col nome di Christopher Anthony Lunsford forse nel 1992 o nel 1993, nella regione dei monti Appalachi, una striscia di terra nella parte nord-orientale degli Stati Uniti caratterizzata da un ambiente e da una società rurali, il cantante, chitarrista e autore ha iniziato a fare caricare musica su Spotify nel 2021 utilizzando come nome d’arte quello del nonno cresciuto nell’epoca della Grande Depressione. Dopo aver lavorato in una cartiera e essere stato a lungo disoccupato, e dopo un passato di disagio mentale e alcolismo, nel luglio 2023 ha deciso di cambiare vita e di perseguire con più dedizione la sua passione per la musica: su richiesta di una radio locale della West Virginia ha inciso Rich Men North of Richmond riscuotendo immediatamente un grande successo, raccogliendo 17,5 milioni di streaming e 147mila download nella settimana del 14 agosto, senza considerare gli oltre 30 milioni di visualizzazioni su YouTube.

Ho scritto la musica che ho scritto perché soffrivo di problemi mentali e di depressione. Queste canzoni mi hanno messo in connessione con milioni di persone a un livello così profondo perché sono cantate da qualcuno che le vive nell’esatto momento in cui le canta”, ha confidato Anthony in un post su Facebook: “Niente editing, niente agente, niente cazzate. Solo uno scemo e la sua chitarra“. Il cantautore ha pubblicato i suoi pezzi in maniera indipendente e sembra rifiutare al momento contratti da parte delle case discografiche e dai grandi promoter di concerti. La stessa Rich Men North of Richmond – dove “north of Richmond” indica Washington, ovvero la capitale – è piuttosto chiaramente una canzone anti-sistema, che critica lo sfruttamento proletario (“Working all day / Overtime hours / For bullshit pay“), l’inflazione e la tassazione (“Cause your dollar ain’t shit / And it’s taxed to no end“) e l’eccessivo controllo da parte delle istituzioni e delle élite (“Lord knows they all / Just wanna have total control / Wanna know what you think / Wanna know what you do“).

In breve tempo il brano è divenuto una specie di inno della destra americana più conservatrice e reazionaria, ricevendo il sostengo e l’apprezzamento di figure vicine all’alt right come Joe Rogan e Matt Walsh. Uno dei versi (“I wish politicians / Would look out for miners / And not just minors on an island somewhere“) sembra un riferimento alla vicenda di Jeffrey Epstein, miliardario deceduto suicida in cella dopo essere stato condannato per abusi sessuali su minori, avvenuti anche nella sua isola privata, e questo sarebbe un collegamento alle strampalate teorie QAnon, che accusano i politici di Washington e gli attori di Hollywood di essere coinvolti in un giro internazionale di sfruttamento minorile. Altrove nel testo le parole “the obese milkin’ the welfare”, gli obesi che sfruttano l’assistenza sociale, ribadisce un vecchio adagio di epoca reaganiana su chi si approfitta del sistema del welfare (oltre a essere una battuta ritenuta degna del peggior fat shaming). In generale il successo di Oliver Anthony si inserisce in una tendenza che vede la “pancia del paese”, ovvero le sue istanze più conservatrici, prendere sempre più piede nella cultura pop mainstream, dopo anni di progressismo spinto. Un altro esempio è il sorprendente exploit al cinema di Sound of Freedom, film sulla lotta al traffico di minori imbevuto di messaggi religiosi e anche qui riferimenti più o meno espliciti alle teorie QAnon.



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di Paolo Armelli www.wired.it 2023-08-22 10:00:00 ,

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