Google, arriva la pubblicità generata dall’intelligenza artificiale
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Nelle ultime settimane Google ha lanciato strumenti di intelligenza artificiale (Ai) generativa in grado di riassumere i risultati delle ricerche online degli utenti, aiutarli a scrivere saggi e sostituire il cielo nuvoloso con il sole nelle foto di famiglia. Adesso la società vuole dimostrare le potenzialità di strumenti simili anche per la sua attività principale, la vendita di annunci pubblicitari.

I nuovi sistemi di Ai generativa di Google rivolti agli inserzionisti saranno capaci ci comporre al volo testi che si abbinano alle ricerche un utente e di creare immagini di prodotti per far risparmiare alle aziende tempo e denaro. Queste funzioni si aggiungono alla schiera di generatori di testo e immagini basati sull’intelligenza artificiale introdotti negli ultimi mesi, da quando cioè le capacità di ChatGpt e Dall-E hanno generato grande entusiasmo in tutto il mondo.

Ai al servizio degli inserzionisti

Google, che rappresenta il primo venditore di annunci online a livello globale per fatturato, utilizza da anni programmi di intelligenza artificiale per aiutare le aziende a individuare utenti interessati ai loro prodotti e progettare gli annunci, per esempio modificando automaticamente le dimensioni delle immagini. Con l’avvento di modelli di intelligenza artificiale più potenti e in grado di generare immagini fotorealistiche ora il colosso spera di dimostrare che la sua attività pubblicitaria, che rappresenta l’80 % del suo fatturato totale, può essere più interessante anche per gli inserzionisti.

Nonostante Google abbia deciso di metterle a disposizione degli inserzionisti gratuitamente, le nuove funzionalità Ai comunque aumentare le entrate del gigante nel caso in cui i testi e le immagini generati dall’intelligenza artificiale incoraggiassero le aziende a aumentare gli annunci o se riuscissero ad attirare più clic da parte dei consumatori. Il dominio di Google nella vendita di annunci online potrebbe fare del settore uno dei primi a integrare in misura sostanziale l’Ai generativa nei propri flussi di lavoro. “Siamo in grado di fornire annunci più pertinenti e piacevoli agli utenti, offrire una maggiore libertà creativa agli inserzionisti e di garantire risultati migliori“, ha dichiarato Jerry Dischler, responsabile Google Ads, che però non ha voluto parlare delle prospettive finanziarie dell’Ai generativa negli annunci.

Come sa chiunque abbia provato un chatbot o un generatore di immagini Ai, i risultati di questi sistemi possono essere imprevedibili se non addirittura inappropriati. L’ascesa di questi strumenti, inoltre, ha sollevato timori legati a possibili violazioni del copyright. Dischler sostiene che Google sarà “diligente” nel monitorare la qualità delle immagini e dei testi creati con le nuove funzioni, alcune delle quali sono già disponibili agli inserzionisti in versione beta. La società sta diffondendo alcuni di questi strumenti in modo più esteso rispetto al suo principale rivale, Meta, che all’inizio del mese ha annunciato di aver invitato alcuni inserzionisti a provare le proprie funzioni di Ai generativa.

Slogan più pertinenti

Una delle nuove funzionalità presentate da Google è capace di adattare il testo degli annunci pubblicitari in lingua inglese che appaiono nel motore di ricerca della società alle ricerche degli utenti e ai dati sull’inserzionista in possesso di Google. In passato, ogni volta che una persona effettuava una ricerca, gli algoritmi dovevano selezionare il testo da visualizzare da una raccolta redatta manualmente dall’inserzionista.



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di Paresh Dave www.wired.it 2023-05-24 16:00:00 ,

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