L’offesa dei clan alla casa intitolata a Mattarella: vandalizzato il bene sottratto alla ‘ndrangheta

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CROTONE – Era appartenuto a Pasquale Giuseppe Varca, uno dei capi della ‘ndrangheta lombarda, ma sarebbe diventato presto la “Casa della Legalità Piersanti Mattarella“. Il palazzo di tre piani con vista mare a Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, è stato devastato da ignoti ieri notte.

La devastazione

Lo stabile era stato assegnato dall’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità (Anbsc) all’associazione “Valentia”, con sede a Vibo Valentia. Nel progetto c’è l’intenzione di restituirlo alla cittadinanza, offrendo percorsi educativi e informativi sui pericoli della criminalità organizzata.

Ma nella notte di ieri qualcuno ha praticamente distrutto l’immobile, portando via gli infissi, danneggiando bagni e impianti e allagandone gli ambienti. Il danno materiale alla struttura, destinata alla memoria dell’illustre politico siciliano assassinato da Cosa nostra, fratello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ammonta a qualche decina di migliaia di euro.

Tra i progetti dell’associazione Valentia è prevista anche l’attivazione di bandi Erasmus, l’apertura di sportelli informativi rivolti ai giovani, una web radio e la promozione del servizio civile.

La denuncia ai carabinieri

A sporgere denuncia alle forze dell’ordine è stato proprio il presidente dell’associazione, Anthony Lo Bianco. “Un atto di sfrenata barbarie – lo ha definito – che colpisce al cuore della lotta contro la criminalità organizzata. Questo edificio, simbolo di una nuova era di giustizia e legalità, è stato consegnato all’associazione dall’Anbsc pochi mesi fa e la nostra associazione è stata l’unica realtà calabrese ad aver superato l’Istruttoria pubblica finalizzata all’individuazione di Enti e Associazioni cui assegnare, a titolo gratuito beni immobili confiscati in via definitiva, per la loro destinazione a finalità sociali, con l’obiettivo di diventare un baluardo contro il potere mafioso”.

Per Lo Bianco si tratterebbe di un “chiaro messaggio intimidatorio: un tentativo di mettere in ginocchio dei giovani impegnati in un’attività sociale ancora prima della sua nascita. Questo attacco è un insulto diretto a chiunque creda nella giustizia e nella legalità ma non ci piegheremo di fronte a questa arroganza criminale. La Casa della Legalità Piersanti Mattarella sorgerà, nonostante le azioni criminali, come un simbolo di resistenza e di speranza per tutto il Sud Italia”.

Le reazioni

Per il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, di Fdi, l’atto vandalico “è la prova di quanto le cosche soffrano non solo sul piano economico la sottrazione dei simboli del loro potere sul territorio. Sono state già sconfitte dallo Stato e anche stavolta non l’avranno vinta”.

Vicinanza e solidarietà anche da Pietro Molinaro, presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta. “Evidentemente – ha aggiunto Molinaro – questo presidio, sottratto alla criminalità organizzata, fa paura per l’azione che svolgeva e ancor di più voleva incentivare e quindi si cerca di creare tensione e paura. Questi gesti vigliacchi e feroci, denotano il degrado etico, sociale e culturale di chi pensa di affermare il proprio dominio con la prepotenza e l’arroganza. I danni strutturali con l’aiuto di tutti e delle istituzioni saranno facilmente e rapidamente risolvibili, raddoppieremo gli sforzi per riparare alle ferite sociali che lasciano uno scenario di rovine cerebrali di barbarica memoria”. Nei prossimi giorni, promette, “mi recherò a Isola Capo Rizzuto per incontrare il presidente dell’associazione”.



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[email protected] (Redazione Repubblica.it) , 2023-12-28 20:49:18 ,www.repubblica.it

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