Nato, prende corpo la rete di acceleratori di startup

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Prende corpo Diana, l’acceleratore di startup della Nato. A marzo 2023 il progetto dell’Alleanza atlantica per selezionare, finanziare e far crescere imprese che stanno lavorando a innovazioni strategiche per la sicurezza e la difesa, dall’intelligenza artificiale ai computer quantistici, dalle biotecnologie allo spazio, conta una rete di oltre cento affiliati tra acceleratori e centri di ricerca e sperimentazione.

Mentre si rifiniscono i dettagli del primo bando per startup di Diana, si aggiunge una nuova scadenza alla tabella di marcia: autunno 2023. Per allora Diana farà partire i primi programmi in tandem con alcuni acceleratori, tra cui le Officine grandi riparazioni (Ogr) di Torino, nel radar dell’Alleanza atlantica dallo scorso anno.

Gli acceleratori della rete di DianaNato

Secondo quanto comunica la Nato, entro metà anno (con qualche settimana in più rispetto alla prima comunicazione su aprile 2023) sarà lanciato il primo bando per innovatori all’interno di un programma pilota di Diana. Saranno selezionati 30 partecipanti. Entro il 2025 l’Alleanza conta di portare a regime il piano di call e accelerazione. In parallelo espanderà la rete di centri affiliati (28 sono saliti a bordo nell’ultimo round). Per David van Weel, assistente segretario generale dell’Organizzazione del trattato dell’Atlantico del nord per le sfide emergenti della sicurezza e direttore ad interim di Diana, “la differente collocazione geografica di questi siti ci permetterà di collaborare con i migliori e più brillanti innovatori”.



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di Pietro Deragni www.wired.it 2023-03-23 11:51:30 ,

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