Oggi la missione spaziale indiana Chandrayaan-3 tenta l’allunaggio

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Oggi la missione spaziale indiana Chandrayaan-3 tenterà di atterrare sulla Luna per esplorarne il suolo con un robot automatico (rover) per un paio di settimane. Se l’allunaggio avverrà senza imprevisti, l’India diventerà il quarto paese ad avere compiuto un atterraggio controllato sul nostro satellite naturale, dopo Stati Uniti, Russia (quando era ancora Unione Sovietica) e Cina. L’iniziativa è seguita con grande interesse in India perché potrebbe rappresentare un importante progresso per il programma spaziale indiano, dopo il fallimento della missione Chandrayaan-2 del 2019, che a causa di alcuni problemi tecnici si distrusse schiantandosi sulla Luna.

Dopo quell’insuccesso, l’Agenzia spaziale indiana (ISRO) si era messa da subito al lavoro per ottenere dal governo indiano nuovi fondi per progettare la nuova missione Chandrayaan-3. Grazie a un finanziamento pari a circa 83 milioni di euro, ISRO aveva potuto costruire un nuovo modulo per trasportare dalla Terra all’orbita Lunare il sistema di atterraggio (lander) Vikram che contiene al proprio interno un rover da 26 chilogrammi chiamato Pragyan. Il nome “Vikram” è stato scelto per ricordare Vikram Sarabhai, il inventore di ISRO, mentre “Pragyan” in sanscrito significa “saggezza”.

Il lancio di Chandrayaan-3 dalla Terra era avvenuto con successo lo scorso 14 luglio dal Centro spaziale Sriharikota nell’India meridionale. Il 5 agosto la missione aveva raggiunto l’orbita lunare e aveva iniziato una serie di manovre per avvicinarsi alla Luna. La scorsa settimana Vikram si era separato dal modulo di trasporto e aveva effettuato una nuova serie di manovre per sorvolare la Luna a distanza ravvicinata, in modo da riprendere la superficie lunare e identificare un’area per l’allunaggio da effettuare nei pressi del Polo Sud della Luna.

Poco dopo le 14 di oggi (ora italiana), Vikram accenderà i propri motori per iniziare la sequenza di manovre da una trentina di minuti per raggiungere il suolo lunare. Le videocamere montate sul lander analizzeranno il suolo lunare per segnalare ai sistemi di bordo la presenza di massi e crateri da evitare. Se non ci saranno imprevisti, ISRO stima che entro le 14:35 Vikram sarà sulla Luna.

Le manovre di avvicinamento alla Luna di Chandrayaan-3 (ISRO)

Il lander indiano sarà il primo a raggiungere un’area vicina al Polo Sud lunare, anche se non si spingerà a sud a sufficienza per esplorare alcuni crateri noti per essere perennemente in ombra e dove si ipotizza che siano presenti grandi riserve di acqua ghiacciata, che in futuro potrebbero essere sfruttati per i rifornimenti d’acqua per le missioni lunari di lunga durata con esseri umani. Nelle ore seguenti all’arrivo sulla Luna, Vikram stenderà una rampa che sarà utilizzata dal rover Pragyan per raggiungere il suolo lunare e iniziare le esplorazioni dell’area circostante. Lander e rover sono stati progettati per funzionare per un paio di settimane, pari alla durata di un giorno lunare, poi i loro pannelli solari non riceveranno luce a sufficienza per continuare ad alimentare i sistemi di bordo.

Il lander Vikram e il rover Pragyan in un’elaborazione grafica (ISRO)

Chandrayaan-3 ha prima di tutto lo scopo di sperimentare i sistemi per compiere atterraggi controllati sulla Luna e per esplorarne il territorio, ma ha anche diversi obiettivi scientifici legati allo studio della composizione del suolo e del ghiaccio lunare. ISRO confida di poter utilizzare i dati raccolti dalla missione soprattutto per organizzare le prossime iniziative del programma spaziale Chandrayaan, a conferma del rinnovato interesse verso la Luna delle principali agenzie spaziali. Per l’India la missione è anche un’occasione importante per dimostrare i progressi tecnologici che ha raggiunto negli ultimi anni in competizione con la Cina, che ha un programma spaziale molto più avanzato ed è l’unico paese a essere riuscito a compiere atterraggi controllati sulla Luna negli ultimi 50 anni circa.

Il tentativo di Chandrayaan-3 arriva a pochi giorni di distanza dal fallimento della missione Luna-25 dell’Agenzia spaziale russa (Roscosmos), il cui lander si è schiantato sul suolo lunare mentre stava effettuando una manovra di preparazione per l’allunaggio. Era il primo tentativo della Russia di tornare sulla Luna con un sistema automatico dopo quello effettuato nel 1976 dall’Unione Sovietica.

Due missioni spaziali di altrettante aziende private statunitensi hanno in programma di raggiungere la Luna entro la fine dell’anno, nell’ambito di una collaborazione con la NASA, ma i loro lanci potrebbero subire ritardi e rinvii nel corso dei prossimi mesi. Le due missioni fanno parte delle collaborazioni commerciali avviate dalla NASA per l’esplorazione della Luna in vista delle prossime missioni del programma spaziale Artemis, che ha l’ambizioso obiettivo di portare astronaute e astronauti sul suolo lunare. È dalla fine delle missioni Apollo nel 1972 che un essere umano non raggiunge la Luna.





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