Verissimo, Giuliana De Sio: “Con Elio Petri un amore disperato. La sua famiglia mi ha allontanata, non ero gradita al funerale”

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Ospite a Verissimo Giuliana De Sio ripercorre la storia d’amore con Elio Petri, regista scomparso nel 1982. L’attrice, in particolare, ricorda come fu allontanata dal compagno nel momento della malattia: “Era amore. Amore un po’ disperato, perché lui era un uomo speciale, aveva una testa pazzesca, era molto colto e spiritoso, tutto ciò che una donna potrebbe desiderare. Si è ammalato e in 3 mesi se n’è andato, io sono stata tenuta lontana da lui dalla sua famiglia perché hanno voluto prendersi cura loro di lui. Io non ero gradita al funerale e, nel momento della morte, sono stata messa da parte nonostante lui fosse separato e noi vivessimo insieme. Una cosa davvero di altri tempi”.

Nel corso dell’intervista spazio anche alla percezione che di lei ha avuto, negli anni, il cosiddetto sistema: “Spesso mi ha vista come una piccola minaccia, una strana. Il fatto di essere strana credo sia una cosa molto positiva perché vuol dire che sei diversa […] Non mi sento migliore, ma spostata rispetto al centro di me stessa e questo forse mi rende un po’ eccentrica ma nelle cose che dico più che nelle cose che faccio. Poi come attrice sono stata sicuramente aiutata in questo falso mito della persona un po’ strana da alcuni personaggi che ho interpretato. Mi sono stati sempre dati personaggi un po’ borderline, scorretti politicamente, addirittura sconfinavano nella psichiatrica alcuni […] Scioccare è una cosa che a me piace molto”.

GIULIANA DE SIO E LA CALUNNIA – Quando Silvia Toffanin le domanda se si sia mai sentita trattata male dal mondo dello spettacolo, De Sio spiega: “Non sono stata e non sono un’attrice difficile. Lo sarei agli occhi del sistema. Ogni personaggio ha la sua croce. Quando una persona mostra di avere la forza di resistere nel tempo, come ho avuto io, c’è sempre qualcuno a cui la cosa non piace, che desidera metterti i bastoni tra le ruote raccontando storielle non vere”. Non manca un riferimento a Mia Martini: “Purtroppo, la persona che è oggetto di calunnia, è completamente inerme. Se l’affronta con un piglio polemico si dice che ha un cattivo carattere, se non ne parla si dice ‘Non ne parla perché lo sa anche lei che è vero’ […]”.



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di Emanuele Corbo
www.ilfattoquotidiano.it
2023-11-19 13:06:19 ,

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