Il contestato servizio del TG1 sulla manifestazione di Gioventù Nazionale

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Data : 2024-01-15 08:12:56
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Da domenica ci sono molte polemiche politiche per via di un servizio andato in onda durante l’edizione delle 13:30 del TG1 riguardante una manifestazione organizzata da Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, al cimitero del Verano a Roma. La manifestazione è stata una celebrazione di tutte le persone italiane morte per la patria, che non distingueva tra i patrioti simbolo del Risorgimento, i soldati morti in guerra e le persone uccise nel corso degli “anni di piombo”. Non faceva però alcun riferimento ai morti durante la Resistenza contro il nazi-fascismo.

Ad alimentare le polemiche, inoltre, c’è stato il fatto che il servizio ha raccontato la manifestazione come apolitica, quando invece era stata organizzata e partecipata solo da membri di Gioventù Nazionale, un movimento apertamente schierato politicamente. Il servizio è stato molto criticato dai partiti di opposizione a Fratelli d’Italia, secondo cui sarebbe stato una chiara manifestazione dell’ingerenza politica del governo nel telegiornale del principale canale della televisione pubblica. L’influenza dei governi di turno sulla Rai e sulla programmazione dei telegiornali non è comunque una novità ed è stata nel tempo esercitata da governi di ogni parte politica: ai governi in carica e ai partiti politici presenti in parlamento spetta la nomina dei principali dirigenti e la decisione delle politiche di indirizzo dell’azienda.

La manifestazione è stata descritta nel corso del telegiornale come una cerimonia «per rendere omaggio a tutti i caduti, a chi ha dato la vita per l’Italia». Nel servizio, realizzato dalla giornalista Giancarla Rondinelli, si dice che la manifestazione si svolge ogni anno a gennaio da più di 40 anni: in passato, prima di Gioventù Nazionale, l’avevano organizzata Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale, e il Fronte della Gioventù, movimento giovanile del partito neofascista Movimento Sociale Italiano.

Il servizio dice che quest’anno hanno partecipato più di 300 ragazzi per omaggiare «i visionari del Risorgimento, i ragazzi degli anni di Piombo, i morti del terrore, i patrioti delle grandi guerre. […] Non militanti politici, spiegano gli organizzatori: l’obiettivo è rendere omaggio a tutti gli eroi italiani».

Nel servizio viene mostrato e citato solo l’omaggio a Goffredo Mameli, patriota del Risorgimento e autore del testo dell’inno nazionale, mentre si omette che nel corso della cerimonia è stato reso omaggio anche a Stefano Recchioni, giovane militante neofascista ucciso nel corso di scontri con la polizia pochi giorni dopo le vicende avvenute in via Acca Larenzia il 7 gennaio del 1978, quando vennero uccisi tre militanti neofascisti.

Dopo la messa in onda il Partito Democratico ha chiesto un’audizione del direttore del TG1 Gian Marco Chiocci in commissione di Vigilanza Rai. Chiocci ha 59 anni, è direttore del TG1 dal maggio del 2023 ed è considerato vicino a Fratelli d’Italia: in precedenza era stato direttore dell’agenzia Adnkronos, e ancora prima direttore del quotidiano romano conservatore Il Tempo, dopo una lunga esperienza come giornalista di cronaca e d’inchiesta al Giornale.

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Il capogruppo del Partito Democratico nella commissione, Stefano Graziano, ha detto che la Rai «ha toccato il fondo con il servizio di oggi del TG1 su una manifestazione organizzata dal movimento Gioventù Nazionale, definita non politica ed elevata a evento patriottico culturale» e ha invitato Chiocci a spiegare in commissione di Vigilanza «se ha cambiato ruolo e se è diventato il portavoce dei movimenti giovanili di destra».

Sandro Ruotolo, responsabile dell’Informazione nella segreteria nazionale del Partito Democratico, ha commentato il servizio dicendo che «conoscevamo il direttore del TG1 come cronista, anche spericolato con le fonti, ma mai ci saremmo immaginati che diventasse altro, una volta chiamato a dirigere il telegiornale più autorevole della Rai. Definire non politica una iniziativa dei giovani di Fratelli d’Italia, come è accaduto nell’edizione odierna del TG1 è far torto alla professione di giornalista. Una cosa è la propaganda altro è il giornalismo. E il TG1 è diventato il megafono per eccellenza di TeleMeloni».

In difesa del servizio si sono schierati tutti i partiti di destra, secondo cui quello del Partito Democratico è stato un «attacco scomposto e immotivato». Hanno difeso il servizio anche i giornalisti iscritti al sindacato UniRai, nato circa un mese fa in opposizione all’USIGRAI, che era l’unico sindacato dei giornalisti Rai riconosciuto dalla Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI), e che secondo i promotori del nuovo sindacato sarebbe egemonizzato da giornalisti di sinistra. In una nota l’UniRai ha detto: «Non consentiremo che una segreteria di partito, quella del PD, possa pensare di condizionare il sommario del TG1 o di qualsiasi altra testata Rai. Raccontare un’iniziativa promossa da un gruppo politico giovanile rientra nelle libertà delle scelte editoriali».

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, 2024-01-15 08:12:56 ,
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